Quali sono i più comuni imprevisti durante un rilevo laser scanner 3D e come risolverli?​

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Quali sono i più comuni imprevisti durante un rilevo laser scanner 3D e come risolverli?

3 Dicembre 2019

Argomento: Laser scanner

(Lettura in 7 min)

Prima o poi, per chi è nel settore dei rilievi laser scanner, capita a tutti di imbattersi in alcune problematiche che possono portano rallentamenti e disagi operativi.

Molte volte però, c’è da dire, che queste problematiche sorgono non solo per ostacoli inaspettati durante la fase di acquisizione dei dati, ma perché non viene eseguita una corretta pre-analisi della struttura, dell’immobile o dell’oggetto da rilevare.

Definire una strategia di azione, sia con il cliente, ma soprattutto internamente tra gli operatori incaricati della esecuzione dell’operazione, diventa fondamentale: sia per rendere il rilievo fatto nel migliore dei modi e con le giuste tempistiche, sia soprattutto per evitare di trovarsi impreparati di fronte a imprevisti che possono trovarsi sul percorso.

Quali sono i tipici imprevisti che si possono trovare?

Come accennato in precedenza, una fase preliminare risulta determinate per poter definire la strategia di azione e, anche per montare correttamente gli strumenti di rilevazione sugli appositi sostegni, metterli in bolla e settare i parametri per l’acquisizione delle misure.

Sicuramente è un’operazione tanto importante quanto delicata, che necessita della massima attenzione, e che se non eseguita nel migliore dei modi, per la troppa fretta o altre varianti, di certo può compromettere l’intero rilievo.

Sembra banale, ma le condizioni ambientali anch’esse incidono, e non poco, sulla riuscita di un rilievo. Vento, pioggia e umidità non sono di certo i migliori amici del laser scanner, dunque se si dovesse eseguire un rilievo all’esterno, il consiglio è di guardare le previsioni meteo prima di tutto!

E’ sicuramente sconsigliabile effettuare delle scansioni con tassi di umidità molto alti. In tali condizioni, infatti, le goccioline d’acqua sospese in aria o sugli oggetti da scansionare possono fungere da finte superfici di riflessione per i raggi laser, alterando così in maniera imprevedibile la misura.

Temperatura, condizioni atmosferiche ed interferenze di radiazioni luminose o altri campi elettromagnetici, possono in differenti quantità, influenzare l’accuratezza delle misure. Nella fase strategica e in fase di acquisizione, per la successiva interpretazione dei dati sarà fondamentale raccogliere queste informazioni.

Condizioni meteorologiche a parte, anche la conformazione dell’aerea da rilevare deve essere studiata nella fase preliminare: capita molto spesso che nel luogo del rilievo ci siano diversi ostacoli, naturali e/o artificiali che interferiscono con il campo visivo del laser scanner; saperli individuare a priori e creare percorsi operativi mirati o alternativi, è sicuramente il modo migliore per ottimizzare i tempi e mantenere alta la qualità dei dati raccolti.

Anche le persone rappresentano un plausibile ostacolo, in quanto sia ferme che in movimento maggiormente creano zone d’ombra facendo perdere importanti dati.

Premettendo che tutte queste sono condizioni fondamentali per la riuscita di un buon rilievo, gli imprevisti che risultano essere un po’ più complicati da gestire sono sicuramente tutti quelli legati alle proprietà della radiazione luminosa, alle caratteristiche morfologiche e cromatiche dell’oggetto da rilevare.

Sono stati osservati errori sistematici, in alcuni casi di entità apprezzabile rispetto alla precisione di misura dello strumento valutato, legati alle caratteristiche materiche e cromatiche della superficie analizzata. Infatti la perdita di informazioni è una delle principali conseguenze riscontrate quando si incontrano superfici lucide, trasparenti o con colori “particolari” .

A livello tecnico la radiazione luminosa viene riflessa dalle superfici lucide restituendo informazioni “false” dell’oggetto rilevato. Siamo di fronte ad una evidente condizione operativa svantaggiosa, simile al risultato ottenuto se si realizzassero scansioni con lo strumento orientato contro luce.

Anche quando la radiazione luminosa attraversa le superfici trasparenti, si verificano situazioni sfavorevoli, poiché tali superfici hanno zone d’ombra in cui lo strumento non è in grado di rilevare nessun punto.

Quale potrebbe essere la soluzione?

Come ribadito più volte, la prima soluzione, quasi banale ci verrebbe da dire, è l’ ideazione di un piano di azione, analizzando al meglio la struttura e gli oggetti da scansionare, creando così un percorso operativo ideale.

Per quanto riguarda superfici scomode e di medio-piccole dimensioni, una plausibile soluzione potrebbe essere l’utilizzo di spray opacizzanti, che creano una patina sottile, simile ad una polvere di colore bianco opaco, facilmente rimovibile con un panno senza lasciare alcuna traccia sull’oggetto, oppure si potrebbe coprire la superficie con della carta così che il laser scanner possa facilmente rilevare l’oggetto.

La vera difficoltà sta nel dover raccogliere dati di edifici, strutture e oggetti di grandi dimensioni che hanno superfici totalmente trasparenti o riflettenti sui quali difficilmente si può agire manualmente per agevolare l’operazione.

Si possono solo avanzare ipotesi ed idee su quale possa essere la strategia migliore di azione, come ad esempio posizionare target in maniera strategica cosi da facilitare il più possibile la raccolta dati, anche se onestamente ad ora una soluzione definiva risulta molto difficile da individuare.

Conclusioni

STRATEGIA. Questa parola racchiude in se le soluzioni a tutte le problematiche ed imprevisti che si incontrano durante un rilievo laser scanner.

Durante un rilievo, ci sono una serie di variabili da considerare che possono essere da ostacolo per la corretta riuscita della raccolta di dati.

Però saper pianificare correttamente un rilievo, significa proprio questo: avere la capacità di ottimizzare i tempi, di ottenere informazioni precise ed accurate e di saper affrontare qualsiasi situazione.